E se ripartissimo da Marx?

Chimico, filosofo, malato. Santiago López Petit è una persona singolare. Impiegato in una vetreria sotto il franchismo, lasciò tutto e entrò nella resistenza. “Vincemmo, ma è stata una sconfitta. La democrazia che da quella vittoria nacque non era quella che volevamo”. Poi lo studio della filosofia, la passione per i post strutturalisti francesi da Foucault a Deleuse, e per i marxisti italiani, da Panzieri a Tronti. La cattedra di filosofia critica all’Università di Barcellona per 23 anni, la partecipazione ai movimenti radicali, dagli indignados a Espai en blanc o Dinero gratis. Poi la malattia.

Da qui nasce il suo ultimo libro, “Figli della notte” (Moretti e Vitali editore, 16 euro) di cui ha parlato ieri al Festivaletterature di Mantova insieme a Gianluca Solla.

Saggio, analisi, confessione, ragionamento, punto di vista attorno a un malessere potente e sfuggente, depressione, sindrome di fatica cronica, fatica di vivere: “Mal di testa lancinanti, fotofobia, sensazione di sonnolenza e insieme insonnia, l’essere in bilico tra la vita e la morte, momenti di assenza”, dice lui, che in pagine dense ha descritto la fatica del suo dolore. Senza arrendersi, analizzandolo, cercandone le ragioni dentro e fuori di sé. Fuori soprattutto. Perché, dice, “chi non è malato in questa società? Chi non soffre di mal di vivere, di sequestro della vita? Chi non sente di voler vivere e di non poterlo pienamente fare?”.

Il mio cuore pompa rabbia, scrivi. La rabbia e il pensiero portano al superamento della malattia?

La vita è un carcere, è il pensiero di tutte le avanguardie storiche, dai dadaisti ai surrealisti fino ai situazionisti. Ma l’evasione non è la soluzione. Il capitalismo, oggi, si è fatto uno con la realtà, è qui il nodo. Bisogna decidere se essere un pezzo della macchina capitalista o essere l’anomalia, l’errore del sistema che lo farà implodere, la sfida alla normalità. L’anomalia è la chiave, tutti siamo anomali. La traduzione del malessere sociale non la fanno certo i partiti.

La grande forza dei movimenti, dal 77 a oggi, si è mostrata e poi è svanita. Perché?

Nel M15, che impropriamente voi chiamate indignados, c’è stata una fortissima presa di parola. L’occupazione delle piazze da parte di migliaia di persone senza avanguardie o leader, senza direzione. L’esplosione pacifica di un malessere sociale irriducibile, che è svanito perché non aveva un orizzonte chiaro, forse troppi orizzonti, e alla fine si autocontemplava. Sì, alla fine è mancata rabbia, è mancata strategia e ponti tra noi: la critica alla forma partito è sempre stata molto forte. Ci siamo dispersi seguendo ognuno il suo filo di interesse, l’ecologia, il femminismo, il consumo critico…

In Spagna c’è una situazione singolare, ora. L’impossibilità tecnica di formare un governo, e un’economia che comunque cresce.

Podemos ha fallito. E non solo perché insieme a Izquierda unida ha perso milioni di voti. Ha riprodotto il partito classico. Non è riuscita a rompere il bipartitismo, non è riuscita ad essere l’alternativa, rischia di riportare a destra il paese. Il capitalismo? Ormai è la realtà, l’ho detto: non ha più bisogno del sostegno dei partiti.

Dunque che fare? Suggerisci alla fine del libro di tornare ad essere partigiani, come scriveva Gramsci.

Certo. Ma dico anche di tornare a Marx. Tra pochi mesi uscirà con la mia prefazione la prima traduzione in catalano del Manifesto del partito comunista, che da 40 anni non viene pubblicato in Spagna. Allora il concetto di lotta di classe diede alle masse diseredate riconoscibilità e dignità. Il mondo, poi, è mutato. Ma non è cambiato il bisogno di lottare, di pensare un’altra realtà, di agirla. Da qui si può cominciare.

 

Questa intervista è stata pubblicata sull’Unità dell’8 settembre 2016. L’immagine è di Alice Pasquini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...