Il ritorno dei Fori Imperiali

Lo aveva adombrato nel marzo scorso l’assessore comunale Giovanni Caudo: smantelleremo la via dei Fori imperiali. L’occasione era singolare, un convegno organizzato dall’associazione Bianchi Bandinelli per rilanciare il Progetto Fori, spesso nominato in modo molto generico dal sindaco Ignazio Marino fin dalla campagna elettorale.

L’assessore Caudo parla poco e fa molto. Ora lo dice chiaro: smantelleremo via dei Fori imperiali da piazza Venezia a largo Corrado Ricci. E ricostruiremo i passaggi pedonali per rendere i Fori un luogo vivo, parte della città e non riservato a turisti e archeologi. Bisogna “ricostruire l’integrità degli spazi tra i Fori, assicurando la continuità tra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva, fino al Foro della Pace voluto da Vespasiano. Un progetto che accetta la sfida dell’innovazione e della sperimentazione per disegnare i percorsi, anche a quote archeologiche, tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci. Bisogna ripristinare le trasversali tra l’area archeologica e la città moderna che gli è cresciuta sopra e intorno. Ad esempio quella che da piazza Monti, alla Suburra, attraverso via Baccina arriva al Foro di Augusto, lo attraversa e, passando dietro il Campidoglio e dopo aver intersecato la via Sacra, procede verso il Velabro, il tempio di Vesta e quindi il Tevere, e si prolunga fino al basamento dell’Aventino con la risalita al Giardino degli aranci. Una passeggiata unica al mondo, un’esperienza senza pari che restituirebbe un senso di cittadinanza a chiunque l’attraversi”.

Finalmente. Finalmente torna il sogno di una città moderna che dell’antico fa la sua forza e sperimenta la sua capacità di innovazione. Era l’idea del sindaco Luigi Petroselli, curiosamente un non-romano, che fu il miglior sindaco del dopoguerra. Era l’idea di Antonio Cederna, che a lungo ha cercato di rocngiungere Fori imperiali e Parco dell’Appia antica in un grande cuneo verde dal cuore della città alla sua periferia. Era l’idea di Italo Insolera, che ha affiancato il tentativo di Petroselli con passione e cultura. Un’idea bloccata finora da un assurdo vincolo storico fermamente voluto dall’Msi di Fini come simbolico timbro dello sdoganamento in atto.

FORI-IMPERIALI

Pedonalizzata via dei Cerchi. Dato valore alla Meta Sudans. Utilizzato l’antico Palazzo Rivaldi come museo dei Fori. Risistemata l’area del Colosseo. Un lavoro immane di progettazione o riprogettazione che intrecci il nuovo nel tessuto della città valorizzando l’antico. Ricreando orgoglio e appartenenza, civismo e conoscenza.

Da fare c’è tanto, a Roma un’iniezione di ottimismo e di speranza sarebbe utile. Sopratutto ora, dopo l’avvilimento dello scandalo Mafia Capitale, dopo la vergogna dei vigili assenteisti, dopo le miserie della gestione di questa città, quelle che molti sembrano notare solo quando scoppiano gli scandali e le polemiche. Un piccolo esempio? In piazza san Giovanni il mercatino di Natale viene autogestito da Forza Italia: ottenuto il permesso per una festa di partito, il consigliere Tredicine – sì, stessa famiglia del clan delle caldarroste e dei camion bar nel centro, quelli che hanno fatto la “serrata” di piazza Navona come protesta perché non c’erano tutti i banchi richiesti – ci ha infilato dentro banchetti di pentole e di pantofole, dolciumi e bigiotteria. Con un mesto tavolino di Forza italia a raccattare aiuti per gli alluvionati di Roma: una sorta di piazza Navona autogestita. E magari con questa cultura il consigliere vorrebbe governare Roma.

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