Canoe o grattacieli?

Una piccola canoa in uno specchio d’acqua, che sarà mai? Un gesto di riappropriazione. C’è un lago nascosto sulla via Prenestina: si può andarci in canoa.

Della scoperta del lago avevo già parlato qui. Ieri quella pagaiata sul lago è diventata una rivendicazione. Un folto gruppo di abitanti del quartiere è andato davanti ai cancelli dell’ex Snia Viscosa, in largo Preneste, a chiedere di visitare il lago: parte dell’area su cui è il lago è pubblica, parte privata. Niente da fare, i cancelli sono rimasti chiusi.

Il fatto è che il proprietario della zona privata, da cui bisogna passare per arrivare all’acqua, è ostile a qualsiasi visita al lago. Vuol ricavare dalla sua terra il massimo profitto e lavora perché lì sorgano quattro torri da trenta piani, alti 100 metri, così addio lago.

E’ così determinato che – dopo la “scoperta”di ottobre – una ruspa ha demolito la scarpata da cui era possibile calarsi per raggiungere il rudere del cantiere e il lago. Perché demolire? C’è un’autorizzazione? C’è una ragione di qualche tipo? Le autorità sapevano? Non si rischia così di rendere fragile quel costone su cui si affaccia il Parco delle Energie, e magari provocare delle frane? Domande senza risposta.

Sta di fatto che si vorrebbe trasformare un lago e una forra – un’oasi ornitologica spontanea, ormai, un sistema naturalistico di pregio in una zona semicentrale e affogata di traffico e inquinamento – in un complesso che porterebbe ancora più traffico, ancora più inquinamento, cancellando un verde prezioso. “Lago per tutti, cemento per nessuno”, dice lo striscione che i pirati della canoa hanno affisso sulla loro impresa.

Oggi, con una canoa abbiamo conquistato il centro del lago e ci siamo riappropriati di quello che ci spetta – sostengono il Forum del Parco delle Energie e il centro sociale ex Snia – rivendicando il diritto di accedere all’area del laghetto, patrimonio naturalistico che appartiene a tutto il territorio con l’auspicio che tante altre canoe e vele possano solcare quelle acque. Durante l’assemblea seguita alla visita guidata, si è deciso di creare tre primi gruppi di lavoro (legale, urbanistico e naturalistico) che valuteranno tutti gli strumenti per fermare questo progetto. La prossima assemblea pubblica è convocata per domenica 17 novembre alle ore 16, al Parco delle Energie”.

Chi lo frequenta lo sa: il Parco delle Energie con la sua pineta è un prezioso lembo di verde strappato alla speculazione vent’anni fa. Si sarebbe potuto ingrandirlo, se il Comune di Roma avesse avuto la volontà e la capacità di ottenere la demolizione di un primo abuso, quello che provocò la rottura della falda e la formazione del lago. E se, quando sindaco era Alemanno, non avesse varato il piano per edificare le zone ex industriali. Se la Regione, presidente era Polverini, non avesse varato un Piano Casa che favorisce speculazioni, aumenta le cubature e aggira i vincoli sulle aree protette. Se il municipio avesse vigilato. E’ cambiato qualcosa, in Comune e Regione? Si vedrà, ora.

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