La mappa si è allargata

Allarga la mappa. Impossibile, come si fa? La città nasconde nelle sue pieghe, lì dove il cuore duole e l’occhio non vede, tesori inaspettati. Che ci fosse un laghetto, sotto il Parco delle Energie dell’ex Snia, lo sapevano tutti. Uno specchio d’acqua baluginava oltre la recinzione, talvolta, tra i rovi. Questa mattina il laboratorio sulla città nell’ambito della Festa della parola, Logos, preparato da incontri nelle scuole del quartiere e dal Comitato di quartiere, si è trasformato in una scoperta. Molti cittadini hanno scavalcato la rete, sono scesi per forre impervie e si sono affacciati sul laghetto. Laghetto? Lago, invece, un lago imponente con tanto di pesci e papere, canneto e libellule e ranocchie, segnalatori di buona qualità ambientale.

Sembra di stare nel Parco dei Simbruini, e invece è quasi nel cuore della città. E’ un lago urbano circondato di verzura selvatica e rigogliosa, oltre ai resti del cantiere – cemento e ferri arrugginiti – che devastò anni fa, un terreno destinato a verde per farne un ipermercato. Fu sbancata una collina, fu bucato il terreno per allestire i piani interrati, fu bucata la falda dell’acqua Vergine. Cosa fece l’impresa davanti a quella massa d’acqua che eruttava? L’incanalò nel collettore di zona, facendolo crollare. I liquami invasero la Prenestina e via di Potonaccio, lo scandalo fu vistoso. Anche perché si scoprì che la mappa catastale grazie alla quale la società aveva iniziato a costruire era stata falsificata. Stop.

Si fermò tutto, non l’ansia di speculare del proprietario di quelle aree. Prima il tentativo di inserire un complesso sportivo con piscine, ristorante, abitazioni e sala congressi nelle opere per i Mondiali (ricordate? i Mondiali di nuoto) fortunatamente sventato. Ora la richiesta di costruire un altro insediamento con due enormi torri.

Ma la mappa si è allargata, cosa c’è in quel posto sperduto – eppure a pochi passi dal centro – ora lo sanno in tanti. I bambini, che hanno disegnato i loro desideri riempiendo pagine e pagine. I grandi, che hanno cominciato a sognare: un’oasi ornitologica, un orto botanico, un lago balneabile, un luogo comunque da utilizzare così da allargare il Parco delle Energie, e dargli un accesso anche dal versante di Casal Bertone. Un parco, va ricordato, che senza la tenacia del centro sociale dell’ex Snia sarebbe stato sbranato da meschini appetiti, costruito e occupato da questa o quella speculazione. Invece di essere un prezioso polmone di verde, luogo di incontri sportivi, di socialità, di uso comune e civile. Con una ludoteca ecologicamente ristrutturata, una Casa del Parco, un grande orto urbano, un archivio storico del quartiere e un centro di documentazione territoriale.

Sarebbe bello che il parco, come si è allargata la mappa di questa fetta di città nella conoscenza e nella consapevolezza dei suoi abitanti, si allargasse al lago con un orto botanico e un’oasi faunistica. Perché no? Sarebbe bellissimo.

La parola è città

Se questa è una città, avrà parola. “Logos” è infatti il titolo della Festa del centro sociale ex Snia al Parco delle energie di Roma. Sulla Prenestina, una bella fetta di verde strappato alla speculazione dalle lotte di cittadini del quartiere. Musica, cinema, teatro, mostre, didattica, incontri, reading, laboratori, libri. Un programma ricchissimo, da domani a domenica. A segnalare la forza della parola, il Logos della festa che si fa azione. Dunque progetti comuni e sogni che attraversano dibattiti e percorsi culturali, incontri e concerti.

Nella prima giornata in campo l’informazione indipendente (Oltremedia, Comuneinfo, Dinamopress, La Pigna, Contropiano….) e due incontri. Il primo sulla città a misura di bambino, il secondo sulla “Riattivazione della dimensione pubblica tra potere e conflitto”, con Francesco Erbani e Vezio De Lucia a confronto con i movimenti Abitare la crisi e 3e32 dell’Aquila. A chiudere, incontro tra appassionati e studiosi di fumetti, Manuerla Costa e Valerio Bindi di Crack con i fumettisti romani, da Zerocalcare, Bruno, Corona, Filosi, Grossi. In più il teatro non convenzionale di Pippo Di Marca in “Roma palcoscenico centrale”.

Denso anche il programma cinematografico, che comprende, tra l’altro, “L’Uomo con la macchina da presa” di Vertov, “Cosmopolis” di Cronenberg, fino al recentemente restaurato “Le mani sulla città” di Rosi, presentato da Paolo Berdini e Emiliano Morreale.

Particolarmente interessanti i dibattiti di venerdì sui movimenti, dai no Tav a no Muos, con Erri De Luca, e il contiguo confronto tra tre generazioni di rapper, con MilitantA; sabato “Donne su Marte” con Loredana Lipperini, Dalia, Be Free; domenica “Narrazioni meticce” sulla scrittura dei migranti con Abdoull Hadi El Cadi, Ribka Sibhatu, Livia Bazu e il reading delle Poete (Paraskeva, Lukanic, Bazu) e il racconto di Pape Kanouté.

Sabato mattina, poi, “Canoe in acqua e cani in fuga”, workshop gestito da DahHaus sul parco e sull’adiacente laghetto, nato all’inizio degli anni novanta quando iniziarono degli scavi abusivi per uno dei tanti tentativi di speculazione, fermati dalla mobilitazione del quartiere.

Da scegliere nella fornitissima cineteca in programma “La forma della città” di Pasolini, “L’imperatore di Roma” di Nico D’Alessandria, “Napoli Napoli Napoli” di Ferrara, “Dentro Roma” di Gregoretti, “La città incantata” di Miyazaki, “Roma, la città di Orson Welles” e “La Roma di Rossellini” presentati dal regista Ciro Giorgini. Il programma nel dettaglio su logosfest.org.