Omnia sunt communia

Omnia sunt communia. Con questa programmatica parola d’ordine le ex Fonderie Bastianelli, quartiere san Lorenzo, il 24 aprile si sono coperte di striscioni. Un collettivo di studenti e precari hanno deciso di presidiare un palazzo da tempo abbandonato a una gigantesca speculazione.

Cosa sono le Fonderie Bastianelli? Uno stabilimento di archeologia industriale aperto all’inizio del 1900. E’ certo che le fucine fossero attive nel 1908. Da lì vengono gran parte dei chiusini di Roma, fateci caso. Da lì vengono parti (le altre furono fuse nella fabbrica di san Michele a Ripa) della statua equestre di Vittorio Emanuele, quella che campeggia sull’altare della Patria. A ricordarlo la foto, datata febbraio 2011, dell’inaugurazione informale, una cena da ventiquattro coperti allestita nella pancia del cavallo a celebrare la conclusione dell’opera: tra i commensali, oltre al sindaco Torlonia e lo scultore Trentanove, anche il fonditore Bastianelli.

Qui il Comune di Roma aveva concesso alla società Abriz la demolizione totale dell’edificio, considerato di nessun valore storico ma in realtà vincolato, e la costruzione di un palazzone di cinque piani con tre livelli di box interrati. Grazie alla mobilitazione del quartiere il progetto è stato fermato, ma non cancellato: tra gli appunti del Comitato di quartiere, anche il fatto che la copertura di eternit è stata demolita con seghe elettriche e nessuna delle precauzioni doverose in presenza di amianto. Qui il video girato dai residenti. In rete e qui l’appello per restituire al quartiere un pezzo della sua storia, tra i firmatari Simone Cristicchi, Paolo Berdini, Piero Bevilacqua, Wu Ming, Daniele Biacchessi, Valerio Mastandrea, Il muro del canto,  Johnny Palomba, Marco Bersani, Elio Germano, Assalti Frontali, Pino Cacucci…

In attesa del nuovo progetto, il collettivo di studenti Communia ha occupato l’edificio. E’ già attivo uno sportello legale, sale studio per studenti, palestra popolare, cineforum. E un doposcuola, cioè lezioni di recupero per ragazzi delle medie e delle superiori, quelle lezioni che le scuole falcidiate dai tagli non fanno più. Non perché si voglia “privatizzare” un servizio che dovrebbe essere pubblico, ma appunto per sottolinearne la necessità. A insegnare i laureandi e gli insegnanti precari di Communia, ovviamente gratis. In via dei Reti ci sono due aule e 25 volontari, le lezioni sono aperte il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 16 alle 19. Chi è rimasto indietro in fisica, matematica, greco ora lo sa: la risposta la trova in fonderia.

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